ORDINE DEGLI AVVOCATI COMO

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07
dic 2017

MODIFICATA LA LEGGE PROFESSIONALE FORENSE SU ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA ED EQUO COMPENSO

Pubblicata martedi in Gazzetta Ufficiale la modifica parziale della legge professionale. Ecco il testo.

La modifica più attesa riguarda l'assicurazione obbligatoria (art. 12, comma 2): viene escluso l'obbligo di stipula per l'avvocato  di una assicurazione sugli infortuni, mantenendo peraltro fermo l'obbligo di assicurare i "collaboratori, dipendenti e praticanti".

Ma quella certamente più controversa è la modifica relativa all'introduzione dell'equo compenso.

Da un lato, la nuova disciplina è stata fortemente avversata dall'Antitrust, in quanto ritenuta lesiva della concorrenza e reintroduttiva dei minimi tariffari.

Dall'altro lato, la stessa disciplina è stata considerata ancora inadeguata da parte di un settore dell'avvocatura, in quanto ritenuta di fatto non idonea a contrastare efficacemente la pressione contrattuale dei cosiddetti "poteri forti".

In effetti, l'introdotto art. 13 bis, per garantire il cosiddetto "equo compenso" del professionista che contratta con "imprese bancarie e assicurative, nonché' di imprese non rientranti nelle categorie delle microimprese o delle piccole o medie imprese", utilizza l'istituto delle clausole vessatorie.

Ciò comporta che l'invalidità delle predette clausole può essere fatta valere solo dal professionista e comunque è esclusa qualora le clausole "siano state oggetto di specifica trattativa e approvazione" (ad eccezione dei macroscopici casi di clausole che prevedano la facoltà del cliente di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali o di pretendere prestazioni gratuite, che vengono considerate vessatorie comunque).

Sorge pertanto il dubbio che un professionista, costretto dalle proprie condizioni economiche ad accettare le condizioni imposte dai "poteri forti", non possa facilmente sollevare la questione di nullità della convenzione sottoscritta e ciò proprio a causa del timore di perdere lavoro.

Altro dubbio riguarda la possibilità per i "poteri forti" di porre in essere una trattativa che poi di fatto non comporti per il professionista alcuna possibilità di incidere sul contenuto della convenzione.

Inoltre l'avvocatura lamentava il mancato intervento del legislatore con riferimento alla contrattazione con la P.A., spesso promotrice di convenzioni estrememamente svantaggiose per i professionisti con cui collabora. 

Per questi motivi, varie voci dell'avvocatura -fra le quali anche il Consiglio dell'Ordine di Como-, pur aderendo favorevolmente all'introduzione del principio dell'equo compenso, avevano auspicato che venissero apportate modifiche dirette a evitare i pericoli sopra citati.

Sta di fatto che la legge è stata approvata nel modo sopra descritto, con la precisazione del comma 3 dell’art. 19-quaterdecies per quanto riguarda la P.A..

Si tratta comunque di un notevole passo avanti rispetto alla situazione precedente, in quanto viene sicuramente introdotto normativamente un importante principio e si ricollega la valutazione dell'equità del compenso dell'avvocato ai criteri sanciti dai parametri di cui al DM 55/14.